Descrizione
Alla sommità della salita del borgo di Orvinio sorge la Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di memoria storica del paese. La chiesa, dedicata alla Beata Vergine sotto il titolo di Santa Maria dei Raccomandati, fu edificata nella seconda metà del XVI secolo insieme all’annesso convento dei Religiosi Conventuali, presenti ad Orvinio fino all’epoca napoleonica. Nel convento aveva sede anche la storica Confraternita del Gonfalone, ancora oggi esistente e legata alla Misericordia di Roma.
L’edificio si distingue per la sua armoniosa facciata in pietra e per la particolare torre campanaria, innestata lateralmente al corpo della chiesa in linea con la facciata stessa. Sul campanile, rivolto verso Porta Romana, era collocato un antico orologio il cui meccanismo fu costruito nel 1851 da Vincenzo Colantoni. La struttura, a croce latina con unica navata e tre campane, conserva ancora oggi l’impianto originario e testimonia la profonda importanza religiosa e sociale che il complesso ebbe per la comunità orviniese.
L’interno della chiesa custodisce un patrimonio artistico di straordinario valore, legato in particolare alla figura di Vincenzo Manenti e della sua famiglia. Gran parte delle pareti e delle volte erano infatti affrescate dal Manenti, anche se il tempo, l’umidità e interventi successivi di imbiancatura ne hanno purtroppo compromesso parte della conservazione. Le fonti ricordano come alcune pareti fossero interamente decorate e come sotto grandi tele ancora esistano affreschi nascosti, probabilmente attribuibili allo stesso artista.
Appena entrati, lungo la navata, si incontravano antiche pietre tombali appartenenti alle famiglie storiche del paese, tra cui i Fabriani, i Cervelli e i Basilici. Ai lati della chiesa si aprono due cappelle gentilizie affrescate: quella della famiglia Basilici, dedicata a Sant’Antonio di Padova, e quella della famiglia Cervelli, dedicata a Santa Lucia. Entrambe erano impreziosite da balaustre, medaglioni ovali, tele e decorazioni in stucco raffiguranti membri delle famiglie nobiliari locali.
Tra le opere più importanti ricordate dalle fonti vi sono il grande affresco di San Francesco che riceve le stimmate, circondato dalle Virtù Cardinali e Teologali, le tele dedicate alla Vergine del Rosario con i quindici misteri, l’Apparizione della Vergine a San Domenico, Sant’Andrea, Santa Lucia, San Rocco e numerosi altri santi. Di particolare interesse è anche la presenza di figure in costume seicentesco, considerate preziose testimonianze della moda e della società dell’epoca.
L’Altare Maggiore era dedicato alla Vergine di Santa Maria dei Raccomandati. Sopra l’altare si trovava un antico affresco della Madonna, probabilmente attribuibile alla bottega del Manenti, insieme ad un dipinto raffigurante l’apparizione di un Angelo alla Vergine, opera del cavalier Vincenzo Manenti. Ai lati dell’altare erano murate iscrizioni marmoree settecentesche legate ai privilegi religiosi concessi alla chiesa.
Dietro l’altare maggiore si apre il coro ligneo, un tempo dotato di splendidi stalli in castagno e di un soffitto a cassettoni decorato. Nel coro esisteva inoltre un passaggio segreto che collegava direttamente la chiesa al convento annesso. Sopra il coro era presente l’antica cantoria lignea, dalla quale si accedeva al minuscolo organo dei conventuali.
Le cronache riportano anche curiosità e vicende suggestive: durante lavori di ricerca dedicati a Vincenzo Manenti, dietro una grande tela della Vergine del Rosario fu ritrovata una misteriosa lettera nascosta da un frate trasferito per punizione al convento di Orvinio. Il documento, oggi scomparso, raccontava di sospetti e ammonimenti interni all’ordine religioso, alimentando ancora oggi il fascino e il mistero del luogo.
Particolarmente significativa è anche la campana del piccolo campanile del convento, datata 1608 e recante l’iscrizione “Ave Maria Gratia Plena”. Considerata una delle campane più antiche di Orvinio, probabilmente originariamente apparteneva alla vicina chiesa di Santa Maria del Piano.
Nel corso del Novecento il complesso ha assunto anche una funzione educativa e sociale: parte dell’ex convento ospitò infatti le Suore delle Figlie della Croce e successivamente l’asilo infantile del paese. Ancora oggi la Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati rappresenta una testimonianza preziosa della storia religiosa, artistica e civile di Orvinio, custode della memoria del borgo e del genio pittorico di Vincenzo Manenti.
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Modalità di accesso
Accesso non consentito alle persone con disabilità.